Destination Marketing

Self-Challenge Travelling

Una nuova esigenza di vita, e quindi di viaggio e di consumo. C’è una tendenza che è stata solo amplificata dalla Pandemia, perché era in realtà già presente da alcuni anni: è la tendenza al Self Challenge.
Self-Challenge Travelling
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Molte analisi sono state fatte sulle nuove tendenze di viaggio post – covid, tutte valide e tutte egualmente da ridimensionare con il passare del tempo. 

Ma c’è una tendenza che è stata solo amplificata dalla Pandemia, perché era in realtà già presente da alcuni anni: è la tendenza al Self Challenge, particolarmente spiccata nelle generazioni X e Z.

E sì, questa tendenza salta quasi a piè pari la generazione intermedia, quella dei Millennials.

Cos'è il Self Challenge Travelling?

Vediamo meglio di cosa si tratta, e in quale modo questa nuova tendenza turistica cambia le abitudini di viaggio di molti.

Prima di tutto è opportuno differenziare questa tendenza per come è percepita e sviluppata nelle due generazioni a confronto.
La generazione X, ovvero dei nati tra gli anni 65 e gli anni 80, vive questa tendenza come una rivalsa alla propria affermazione personale, alla soglia dei 40 e 50 anni di età, e cavalca la necessità individuale di dimostrare a se stessi di essere in grado di raggiungere obiettivi particolari, difficili o quantomeno unici.
Non è un rifiuto della propria posizione sociale o della famiglia costruita, è un break, una sfida per dimostrare a se stessi che saremmo in grado anche di fare altro, e che siamo dove siamo perché siamo i nostri personalissimi EROI (EGO-Heroes).
La Generazione Z, ovvero dei nati intorno al 2000, vive questa tendenza perché percepisce la vita come sfida continua, l’essere elemento del mondo come identità esistenziale, e il viaggio come diritto, non come piacere.
In altre parole la generazione Z vive una connessione con la terra, la natura e i suoi meccanismi che è più sviluppata rispetto ad altre generazioni: è colpita dalle disuguaglianze sociali e ambientali, e percepisce la precarietà dell’equilibrio terrestre il che la spinge a trovare soddisfazione in conquiste primordiali ed imprese straordinarie (ECO-Heroes).

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Cosa hanno a che fare queste considerazioni con le nuove tendenze di viaggio?

Alcuni esempi più immediati possono aiutare nella comprensione di questi nuovi trend turistici, in ottica di interessanti applicazioni pratiche:

Generazione X

La generazione X è particolarmente attratta da proposte turistiche come cammini, itinerari a piedi di particolare lunghezza o fascino, e anche da eventi come IRON MAN, Maratona di New York.
Il tunnel della manica a nuovo. Prova evidente questa tendenza siano ad esempio le challenge di corsa medagliata nelle grandi destinazioni… da soli e in casa propria, le gettonatissime Conqueror Event Virtual Challenge.

Generazione Z

La generazione Z è particolarmente attratta dal modello one-year-in-a-van, una sorta di challenge di TikTok che si trasforma in una vera e propria scelta di vita per periodi più o meno lunghi, oppure da opportunità di vacanze di tipo “primordiale”, come quella del Camp in Colorado che insegna (ma neanche poi più di tanto) a sopravvivere in condizioni primordiali, pagando anche abbastanza.

È chiaro che questi sono esempi limite, ma sono esplicativi di quanto una stessa tendenza, quella del Self Challenge, si traduca in opportunità e scelte completamente diverse dal punto di vista di marketing e sales a seconda del pubblico a cui sono riferite.

Non solo le destinazioni turistiche, ma anche le attività ricettive devono fare i conti con questo trend turistico

Attività ricettive e Self Challenge Travelling

Altri aspetti interessanti di questa tendenza riguardano ad esempio le sensibilità relative all’accommodation:
nel caso della Generazione X è probabile che cerchi destinazioni e sistemazioni adeguate alla propria famiglia, ma che consentano di sfogare questa esigenza del mettersi alla prova.
Percorsi trekking a portata di camminata, o percorsi bike Gravel; canoa con panorami interessanti (attenzione! Non rafting o altri sport estremi, che rientrano in altra tendenza); padding, hiking, sci di fondo, ciaspole, bird-watching o wildlife watching.

Nel caso della Generazione Z non sarà tanto importante il blasone della destinazione, quanto la sensibilità dell’accommodation: è la casa sull’albero, glamping, il van-hotel, il camper-hotel, il cabin nel bosco, la caravan-life, il rifugio. Il Self-challenge si sposta dal luogo che ti consente di metterti alla prova (gen. X) alla persona che sei, che si deve mettere alla prova, specie in aree isolate (gen Z). Casi particolari sono le isolation holidays, o le vacanze alla ricerca di panorami “drammatici”, che consentano di documentare con foto e video (e quindi sui social) la primordialità delle proprie esperienze di vita, e quindi di viaggio, che è percepito come una parte integrante della vita stessa.

In che modo queste tendenze possono essere sfruttate dalle destinazioni turistiche, e dai loro hotel?

Ecco alcuni consigli per la tua destinazione turistica

Individuare i possibili punti di interesse del proprio territorio rispetto alla sensibilità del SELF – CHALLENGE, e restituirli in maniera digitalmente appetibile: GPX files dei percorsi trekking, hiking, trail, e bike, scaricabili e reperibili ovunque sono il MINIMO, e solo un punto di partenza, ad esempio.
Metterli in rete bene e raggiungere questo pubblico è l’obiettivo!

Studiare e valorizzare possibili spunti naturalistici o di self-challenge che il territorio può offrire ma che non ha mai promosso o valorizzato prima: boschi, colline, corsi d’acqua, aree umide, orridi, rifugi. Luoghi dove sia difficile ma non impossibile arrivare, luoghi da “riconquistare”, luoghi utili al SELF-CHALLENGE tipico della generazione Z.

Lavorare in rete per creare occasioni di promozione e visita: percorsi tematici, giornate di sfida, maratone, eventi itineranti. Questo genere di eventi, se ben organizzato e pubblicizzato, ha un sicuro ritorno diretto in termini di occupazione turistica e consumi territoriali.

Ecco alcuni consigli per la tua struttura ricettiva

Se hai un parco o uno spazio nel verde trova il modo di costruire una casa sull’albero e di renderla una camera o un’area leisure della tua struttura: i clienti faranno carte false per prenotarla.
Chiedi a quelle strutture che nell’estate 2020 hanno fatto sold out delle loro casette da Maggio a Novembre.

Se hai uno spazio adeguato perché non installare un’area glamping? È una soluzione divertente, chic e adattabile, sia come vera e propria camera che come area Leisure. La adoreranno, e sarà sempre sui social. Ci sono molte aziende che forniscono agli hotel piccoli prefabbricati di questo tipo, in UK ad esempio è un business già molto sviluppato.

Se non hai spazio o non puoi fare nessuna di queste cose, puoi comunque utilizzare l’inventiva: ad esempio puoi utilizzare un videomapping a tema naturalistico e collegato alla tua destinazione turistica, con rumori, odori e magari anche materiali che richiamano questo aspetto. Oppure puoi rendere possibile vedere un cielo stellato stupendo proiettato sul soffitto delle tue camere da letto.

Qualunque cosa tu decida di fare, devi comunicarla bene e secondo linguaggi, modalità e canali adatti a questo pubblico e a queste sensibilità: non sparare a caso, ma affidati a professionisti. Altrimenti sprechi solo denaro.

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