Destination Marketing

Green pass: come si organizzerà l’Europa del turismo

Il Digital Green pass per la circolazione turistica nella Comunità Europea
Green pass: come si organizzerà l’Europa del turismo
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

Tabella dei Contenuti

Il turismo in Europa dipenderà da come le nazioni adotteranno il green pass del turista, che attesti una vaccinazione, una guarigione o un tampone negativo. E il problema da gestire diventano i dati, i software che li leggono e i destinatari che li immagazzinano.

L’Europa affronterà nelle prossime ore una seduta di voto per l’istituzione del Green Pass, una sorta di certificato digitale per chi vuole viaggiare fuori dal proprio paese, che riporterà i propri dati personali e un codice unico, indicativo di una eventuale vaccinazione, di una guarigione o di un tampone negativo effettuato entro un certo numero di ore prima della partenza.

Una volta votato e quindi promosso lo strumento, la corsa contro il tempo sarà relativa proprio alla gestione dei dati: chi eroga il codice unico, con quale criterio, chi immagazzina i dati ad esso collegati, come rendere il tutto univoco e come fare a non rendere il codice passibile di contraffazione. Una problematica enorme dal punto di vista di data management, dove le implicazioni nazionali e regionali giocano un ruolo di “ingarbugliamento” ulteriore.

Ora, immaginiamoci che un paese sia leader nell’innovazione e metta a disposizione il software di erogazione del codice univoco, e mettiamo anche che sia in grado di dare istruzioni agli altri paesi per una emissione autonoma: in un tempo record si dovrebbero istruire tutte le forze competenti al controllo degli ingressi turistici nei vari paesi alla comprensione, ricezione e immagazzinamento di tali dati, nel rispetto delle norme di tutela della privacy e nella condivisione degli stessi dati di circolazione a livello europeo.

È facile farsi venire un giramento di testa anche solo a pensare alla confusione che può scaturirne.

Come risolvere il problema della gestione dei dati del Green Pass? Anzi, chi lo può risolvere?

I grandi GDO possono risolvere questo problema? Amadeus, da sempre antagonista di Sabre, si è lanciata nella mischia ed ha rilasciato un rapporto secondo cui il 75% dei viaggiatori sarebbe felice di inserire i propri dati di identificazione e sanitari online prima della partenza, piuttosto che doverli mostrare di persona in transito in aeroporto o in stazione. Nel rapporto si dice anche che la principale preoccupazione degli intervistati è però proprio nella concessione dei propri dati, e nella mancanza di trasparenza su dove questi dati finiscano e come siano protetti.

Intanto Amadeus ha migliorato la sua maschera di Travel ID data entry, dando la possibilità ai propri viaggiatori, ovvero i viaggiatori che gestisce attraverso la propria piattaforma di prenotazione prevalentemente aerea, di inserire la propria documentazione sanitaria in modo sicuro e consapevole. Come risponderà Sabre?

Ad ogni modo, non è sufficiente: non tutti viaggiano in aereo, non tutto passa attraverso queste piattaforme.
Booking.com e Airbnb.com si getteranno nella mischia dando il loro supporto per salvare la stagione? Gli analisti finanziari pensano di sì, e attendono le mosse dei due colossi delle prenotazioni, per capire se intendono salvare tutti per salvare se stessi, o stare a guardare.

Cosa succede se un turista avrà fatto un vaccino non approvato dall’UE?

Questo è il nodo da sciogliere per il parlamento europeo, che se da un lato non ha ancora approvato Sputnik o i vaccini cinesi, dovrebbe effettuare lo stesso distinguo per i vaccini statunitensi non ancora approvati in Europa, di fatto falcidiando sul nascere le possibilità per questi mercati. Ecco il perché del tampone negativo come opzione: altrimenti si dovrebbe accettare la validità degli effetti di un vaccino del quale non si è ancora data l’approvazione alla somministrazione. Un vero rompicapo.

E cosa potrebbe succedere in Italia?

Quando potremo accogliere i turisti stranieri? E come?

Saranno in grado i nostri sistemi informatici pubblici, obsoleti in larghissima parte, di ricevere e gestire un dato unico europeo? O ci infrangeremo sulla comoda scogliera delle autocertificazioni da far firmare a tutti i clienti che accoglieremo? C’è chi è pronto a scommettere su questa seconda opzione, che sarà sicuramente in adozione per i nostri connazionali che intenderanno viaggiare.
Con i vaccini che proseguono a rilento, la nostra unica chance di salvare l’estate sono i tamponi da prenotare a 48h dalla partenza, le autocertificazioni, e la pazienza degli hotelier nel gestire cancellazioni, spostamenti e problemi dell’ultimo minuto, legati proprio al tampone.

Un capitolo a parte meriteranno le assicurazioni di viaggio e le clausole di cancellazione: il riserbo più stretto tra le assicurazioni di viaggio, che restano immutate, silenti, nascoste, in attesa di capire da che parte spostarsi, per non parlare delle assicurazioni di viaggio medico sanitarie, in fuga dal turismo da almeno un anno.

Come sarà l’estate turistica 2021 per l’Italia?

Ci aspetta un’estate complicata sotto ogni punto di vista, che potrebbe sancire il trionfo dei software di gestione dati o delle fotocopie sbiadite del simbolo della sconfitta gestionale: l’autocertificazione.

Ci aspetta un’ estate fatta di turismo interno [leggi qui], di turismo internazionale a cortissimo raggio e di informazioni incerte, ma di maggiore speranza che il primo giro mondiale di vaccini ci riconsegni un orizzonte globale di crescita turistica serena. Acciaccata, lenta e parzialmente sostenibile, ma serena.

6 Ore di lezione 1to1 | Risorse scaricabili e prove pratiche

6 Ore di lezione 1to1
Risorse scaricabili e prove pratiche

Alessandra De Paola insegna il Destination Management

Newsletter

Non facciamo spam! Sappiamo quanto sia noiosa.
Riceverai solo una newsletter quando verrà caricato un nuovo articolo o un nuovo corso!

Consulenza

Compila il form per essere ricontattato per fissare una consulenza gratuita conoscitiva.
Non facciamo spam! Sappiamo quanto sia noiosa.
Riceverai solo una newsletter quando verrà caricato un nuovo articolo o un nuovo corso!